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Rubriche - Hanno scritto

5 Giugno 2008
Le misure per la sicurezza
di La Redazione

Si discute molto in questi giorni, in Parlamento e fuori, delle misure per la sicurezza previste dal Governo nei suoi primi giorni di attività e contenute in un "pacchetto" composto da diversi provvedimenti (non solo legati all'immigrazione e non tutti subito efficaci: si tratta di un decreto-legge, già in vigore e che deve essere convertito in legge entro 60 giorni; di due disegni di legge e tre decreti legislativi di attuazione di altrettanti provvedimenti dell'Unione Europea).

Il tema più "caldo" è quello dell'immigrazione, per la quale si è posto in essere un severo contrasto di quella clandestina, con l'introduzione - nel decreto legge, quindi già operativa - di una circostanza aggravante (la pena di qualsiasi reato è aumentata di un terzo se il reato è commesso da un clandestino) e la previsione, lasciata nel disegno di legge che deve percorrere il suo normale iter parlamentare, di uno specifico reato di immigrazione clandestina, per il quale scatterebbe l'arresto in flagranza e la pena sarebbe da 6 mesi a 4 anni di reclusione. Su quest'ultimo punto, però, ferve il dibattito dopo che da più parti si sono levate forti critiche: l'opposizione ha criticato con forza la norma, dal Vaticano sono arrivate perplessità, e critiche sono state avanzate anche dall'Alto Commissario ONU per i diritti umani. E' recente la notizia secondo cui lo stesso premier Berlusconi si è detto favorevole all'aggravante della clandestinità ma non all'individuazione di un'autonoma figura di reato.

Ma il decreto-legge contiene altre norme in tema: l'obbligo di espulsione dello straniero che abbia subito una condanna di almeno due anni (prima era espulso se la condanna era di 10 anni), l'incriminazione per chi affitti o comunque ceda a titolo oneroso l'abitazione ad immigrati irregolari, l'introduzione di maggiori poteri in materia di sicurezza pubblica ai Sindaci.

Sempre nel decreto-legge, norme in materia di codice della strada: pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza da alcool o alterazione da stupefacenti (anche senza aver causato incidenti), confisca obbligatoria del veicolo - la cui proprietà viene perduta definitivamente - se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro, consistenti aumenti di pena per omicidio colposo e lesioni personali commessi con la violazione del codice della strada e in stato di ebbrezza o alterazione da droghe. Torna reato (era stata depenalizzata da un decreto proposto dal ministro Bianchi, che aveva preferito la strada della sanzione amministrativa - con somme piuttosto alte - con la sospensione della patente e l'obbligo di sottoporsi a visita medica) la condotta di chi rifiuta di sottoporsi al test alcolemico, che viene punita come lo stato di ebbrezza più grave. Pene più alte, ma solo nei minimi, per chi non si ferma in caso di incidente con danni alle persone o non presta assistenza ai feriti.

Il decreto legge contiene anche norme di procedura penale che favoriscono la speditezza dei processi, soprattutto quelli dove minori sono le esigenze istruttorie perché c'è stato ad esempio l'accertamento della flagranza o la confessione. Viene inoltre abrogato il c.d. patteggiamento in appello, che consentiva all'imputato condannato di ottenere consistenti sconti di pena rinunciando (sempre in accordo con il PM) all'impugnazione della sentenza. Sono infine previste norme ad hoc per la distruzione delle merci contraffatte sequestrate dalla polizia giudiziaria in occasione di reati.

 

 

 

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