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Rubriche - Tre domande a...

“Un filo diretto con le Democratiche, che risponderanno a tutte le vostre domande. Per avere chiarimenti, approfondire temi specifici, parlare di donne, Partito Democratico, Politica e non solo. Segnalaci le tue domande inviando una mail a redazione@ledemocratiche.it

Questa settimana abbiamo fatto tre domande a…


17 Luglio 2007
Laura Pennacchi. Economista, tra le fondatrice de "Le democratiche"


Si parla tanto di "patto tra generazioni", ma come si convince chi deve rinunciare a qualcosa?

Allora, chiariamo. Non si deve convincere nessuno a rinunciare a qualcosa. Un patto tra generazioni degno di questo nome non presuppone un gioco a somma zero in cui qualcuno ci perde e qualcuno ci guadagna. E' un patto per lo sviluppo che ha somma positiva. Non deve nemmeno avere un significato caricaturale, tipo meno ai padri e più ai figli. Tra l'altro non  tutti i padri sono uguali. Ci sono padri lavoratori medi con un reddito fermo da un lungo periodo che ha perso valore. E padri top manager che con le stock options e i meccanismi retributivi pazzeschi di questi anni hanno guadagnato tantissimo. La differenza tra la retribuzione di un top manager e di un lavoratore  medio che nel 1979 era di trenta volte, oggi è passata a 500 volte. Bisogna tenere presenti anche questi aspetti. In economia per definizione c'è una situazione di scarsità di risorse. E' un problema che c'è sempre ed è sbagliato affrontarlo nella logica di un patto tra generazioni. Va affrontato nella logica della gestione macroeconomica, delle politiche di bilancio in una visione in grado di porsi delle priorità.



Tutto il dibattito politico di queste settimane, però, sembra impostato così. Come una alternativa tra abolire lo scalone o dare risorse ai giovani

Ed è una cattiva impostazione. Trovo che abbiano sbagliato sia coloro che hanno enfatizzato l'impossibilità di aumentare di uno o due anni l'età per andare in pensione come un qualcosa di intollerabile , sia coloro che hanno fatto del mantenimento dello scalone una questione di vita o di morte. Entrambi mostrano la non consapevolezza che le riforme delle pensioni sono già state fatte negli anni novanta, in particolare con la 335 e poi nel 97 con la miniriforma Prodi, che tanto mini non era - io guidavo all'epoca la delegazione governativa che ha trattato con le rappresentanze di categoria. Con quella miniriforma si abolì il trattamento differenziato tra lavoratori pubblici e privati. E la sensazione giusta che anche oggi si sarebbe dovuta dare era quella di una stabilizzazione della spesa pensionistica, che quindi richiedeva solo una manutenzione del sistema. E dall'altra parte c’è bisogno di una politica che colmi i vuoti ad esempio per i giovani e i lavoratori flessibili.



Un welfare poco attento ai giovani, ma anche troppo spesso lontano dalle donne. Come dovrebbe fare il Partito Democratico per includere le esigenze delle donne? Si fa un gran parlare di bassa natalità, ad esempio, ma senza andare tanto lontano la Francia ha invertito la tendenza proprio con una politica più vicino alle donne.

Serve una vera e propria rivoluzione copernicana, un ribaltamento del modo di vedere e fare le cose. Sarebbe sbagliato metter la questione nei termini di una giustizia riparativa per tutte le discriminazioni che le donne hanno subito, anche se il problema esiste. Significa prendere consapevolezza che dall'inclusione delle donne dipende la sopravvivenza e la vitalità della società e dell'economia in quanto tali.
Si tratta veramente di usare il potenziale donne per far uscire il paese dalla stagnazione. E in questo senso abbiamo due esempi: la Francia, che davvero ha invertito la dinamica del  decremento della natalità e i paesi scandinavi che hanno risultati straordinari in termini di natalità con quasi il 90 per cento di donne occupate nel lavoro. In Francia si tratta soprattutto di una politica di trasferimenti di denaro. Nei paesi scandinavi di una politica di servizi che cambia davvero l'assetto della vita. Asili nido e non solo . E in questo senso i risultati sono migliori soprattutto nell'ottica dei bambini, che nascono e crescono in una realtà di minore diseguaglianza.
19 Giugno 2008
da Asca
tutti coloro che hanno usato violenza alle donne ed ai minori potranno beneficiare delle norme cosiddette salvapremier
9 Giugno 2008
da Agi
No al divieto delle intercettazioni, sì alla tutela dei cittadini da eventuali abusi
9 Giugno 2008
da Ansa
Regolamentare i flussi, in rapporto al mercato del lavoro, ma attivare anche politiche di integrazione
I promotori, il Comitato Costituente, notizie e documenti sul Partito Democratico
1 Aprile 2008
Parte oggi il pulmino delle candidate del Pd
11 Marzo 2008
Roma, giovedì 20 marzo 2008, ore 14, Sala delle Colonne Palazzo Marini.
Questi sono documenti importanti che abbiamo selezionato per te. Possono esserci utili.