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Rubriche - Tre domande a...

“Un filo diretto con le Democratiche, che risponderanno a tutte le vostre domande. Per avere chiarimenti, approfondire temi specifici, parlare di donne, Partito Democratico, Politica e non solo. Segnalaci le tue domande inviando una mail a redazione@ledemocratiche.it

Questa settimana abbiamo fatto tre domande a…


27 Luglio 2007
Tre domande a Liliana Cavani, regista, tra le fondatrici de "Le democratiche".


Abbiamo fatto a Liliana tre domande sul ruolo delle donne in tv e in politica. Ecco cosa ci ha risposto...

Si torna a parlare in queste settimane dell’immagine della donna trasmessa dai media. Per il Financial Times nella televisione italiana si vedono solo vallette svestite e in più nessuno protesta. È così? E dove è finito il femminismo?

L.C. Il Femminismo in Italia è lento a procedere come è lenta la maturazione democratica. Non è solo colpa delle donne se alla TV si vedono in prevalenza vallette ecc...Anzi. è chiarissimo che a volerle così sono capi e capetti delle TV. Bisogna ricordare che ai vertici RAI ci sono sempre quasi al 100% uomini. La dirigenza femminile è quasi inesistente. Una situazione al di sotto della decenza. Sono da accusare questi capi e capetti la cui cultura è evidentemente molto al di sotto della media dei corrispettivi dirigenti negli altri paesi europei più emancipati. Ci sono modi di essere talebani, tra questi modi anche la misoginia. Chi vuole la donna in mutande in TV col seno semiscoperto non ama le donne.


Si tratta di una retrocessione culturale? Cosa può fare il Partito Democratico e cosa dovrebbero fare le donne?

L.C. Non si tratta di retrocessione culturale ma di una situazione da sempre arretrata. Il P.D. deve realizzare quello che ha nel programma, cioè esprimere finalmente una politica onesta e trasparente verso le elettrici. Non può attirare il consenso delle donne con buoni propositi e poi tradirli. Se dovesse accadere, le donne dovrebbero abbandonare immediatamente l’appoggio al partito e la stessa cosa dovrebbero fare le dirigenti ammesse in qualche incarico.


Il Partito Democratico ha scelto di presentare alle primarie liste con capolista alternati, un uomo e una donna e con il 50 per cento di donne. Ora c’è anche la candidatura di una donna come Rosy Bindi alla Segreteria del P.d. Segnali che qualcosa sta cambiando e può cambiare?

L.C. Qualcosa può cambiare soltanto se le donne di tutto lo schieramento Ulivo guardano oltre le delibere delle segreterie. Mi ha deluso che delle donne Ds non si sia presentata nessuna alle primarie. Non è stato un bel segnale per un partito nuovo che ha posto tra i capisaldi il 50% di donne. Di conseguenza sarebbe importante che molti voti delle donne che votano fosse dedicato alla Bindi perchè lo merita come persona e come persona politica.
19 Giugno 2008
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tutti coloro che hanno usato violenza alle donne ed ai minori potranno beneficiare delle norme cosiddette salvapremier
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1 Aprile 2008
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11 Marzo 2008
Roma, giovedì 20 marzo 2008, ore 14, Sala delle Colonne Palazzo Marini.
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