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Rubriche - Tre domande a...

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Questa settimana abbiamo fatto tre domande a…


25 Agosto 2007
"Tre domande a....i ministri"


Questa settimana abbiamo fatto "tre domande a...i ministri". Per tutti i membri del governo le stesse domande: la cosa migliore fatta dal ministero, il prossimi obiettivo, e infine, una domanda sulle donne...
Non tutti hanno risposto. Ma tanti, con molta disponibilità e un pizzico di ironia, ci hanno aiutato, con le loro risposte, a "scattare" una fotografia "concreta"  delle cose fatte dal governo e di quelle ancora da fare. Ecco le loro risposte:

 

Massimo D’Alema - ministro degli Esteri 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero ?
Tra le iniziative politiche, segnalerei l'importante contributo che abbiamo dato al varo della missione delle Nazioni Unite in Libano, anche attraverso la Conferenza che abbiamo organizzato a Roma nel luglio 2006. Per quanto riguarda le iniziative legislative, mi sembra che la nuova legge sulla cooperazione, varata dal governo e ora all'esame del Parlamento, costituisca un fattore di novità importante per l'efficacia dell'azione dell'Italia nella cooperazione allo sviluppo.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
L'obiettivo per il quale intendo continuare a spendermi, ed al quale mi piacerebbe legare il senso del mio impegno internazionale, rimane la pace tra Israeliani e Palestinesi, e la nascita di uno Stato Palestinese che possa convivere fianco a fianco con Israele.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché ?
Cominciando da me, vedrei bene Mercedes Bresso come Ministro degli Esteri. Inoltre credo che Maria Rita Lorenzetti, Presidente della Regione Umbria, sarebbe un eccellente Ministro delle Infrastrutture. Anna Finocchiaro potrebbe essere invece un ottimo Ministro della Giustizia.

Paolo De Castro
- ministro delle Politiche agricole 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
L’operazione di regolarizzazione dei contributi pregressi in agricoltura, che ci ha visti coinvolti, è stata davvero una bella soddisfazione. L’accordo stipulato con le banche e con l’Inps consentirà ad oltre 546.000 agricoltori di recuperare il debito pregresso con l’INPS di 5,7 mld,  accumulato in oltre vent’anni. Sostanzialmente  gli agricoltori si liberano da una pesante spada di Damocle e possono ora guardare al futuro con maggiore serenità.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
E’ passato solo poco più di un anno dall’insediamento, troppo poco perché ci siano dei rimpianti. Obiettivi invece, che richiedono massimo impegno ed attenzione, ce ne sono tanti: dalla prossima riforma dell’OCM vino al necessario potenziamento dell’export agroalimentare italiano, per il quale abbiamo lavorato con impegno in questi mesi. E poi, altro obiettivo improcrastinabile, è fare dell’agricoltura l’alfiere dell’ambiente e di una moderna ecosostenibilità.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Chiunque, se la donna è più capace e più brava. Con l’estate alle porte, potrei lasciare io il posto ad una donna competente, ma solo per l’estate.

Paolo Ferrero
- ministro della Solidarietà sociale 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
Sicuramente il disegno di legge sull’immigrazione.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
Non è un rimpianto, ma mi dispiace molto che il disegno di legge sull’immigrazione non sia ancora diventato legge. Il prossimo obiettivo? La legge sull’immigrazione.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché ?
Francesco Rutelli, semplicemente perché penso che almeno il vice premier dovrebbe essere una donna.

Giuseppe Fioroni
- ministro della Pubblica Istruzione
 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo Ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
La riforma dell’esame di Stato, che credo abbia restituito alla nostra scuola una prova seria e credibile sia di fronte alle Università che al mondo del lavoro. Il nuovo esame si basa sull’idea che occorre essere responsabili e rispondere di quello che si fa. La scuola deve educare e aiutare a crescere la persona, mettere a frutto le sue capacità per farne un trampolino di lancio costruttivo per la vita. Dobbiamo premiare il merito e valorizzarlo, perchè il livellamento verso il basso non aiuta nessuno, non stimola i migliori e non aiuta nemmeno gli studenti che hanno maggiori difficoltà nello studio e anzi toglie a tutti la possibilità di migliorarsi e andare avanti.
C’è un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare? Qual è il suo prossimo obiettivo?
Vorrei realizzare un nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti e ridare loro status sociale e dignità. Agli insegnanti affidiamo ogni giorno i nostri figli:  dobbiamo metterli nelle condizioni di svolgere al meglio il loro prezioso lavoro. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affermato che i docenti "sono un pilastro della nostra democrazia". I docenti svolgono una funzione fondamentale per il nostro Paese: educano le future generazioni e assicurano loro i saperi fondamentali. Dobbiamo investire sulla loro formazione didattica, fornendo continui aggiornamenti che permettano di garantire a tutti il più grande patrimonio di questi tempi: la conoscenza.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale Ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Darei il mio posto a Tina Anselmi, per il suo straordinario lavoro di educatrice. Ai ragazzi dobbiamo dare non solo buoni consigli ma soprattutto maestri di vita: perché, per dirla con Sant’Ignazio di Antiochia, si educa attraverso ciò che si dice, di più attraverso ciò che si fa, ancor più attraverso ciò che si è.

Linda Lanzillotta
- ministro degli Affari regionali

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
Abbiamo resuscitato il federalismo. Dopo cinque anni di abbandono, tutto  il governo - non solo il mio ministero -  ha rimesso in moto il processo avviato nel 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione. Abbiamo varato il codice delle Autonomie, un progetto che cambierà radicalmente le funzioni degli enti locali, che in questi anni sono stati dimenticati: si stabilisce chi fa cosa, evitando duplicazioni e consentendo ai cittadini di avere per ogni loro richiesta un solo interlocutore. In questo modo si riducono anche i costi e si migliora l’efficienza della pubblica amministrazione. Abbiamo anche avviato l’altro pilastro del Titolo V, ovvero il federalismo fiscale. Sono fiera di quanto realizzato, ma sarò veramente soddisfatta solo quando il Parlamento trasformerà questi progetti in leggi dello Stato e quindi in realtà concreta per i cittadini.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
La liberalizzazione dei servizi pubblici locali, almeno per il momento. Da oltre un anno abbiamo presentato al Senato un progetto di riforma che non è ancora stato approvato. Il mio obiettivo resta quello di premere l’acceleratore su questo fronte perché sono convinta che aprire questo settore alla concorrenza sia una di quelle tipiche operazioni che gli anglosassoni definiscono “win-win”, ovvero nelle quali alla fine ci guadagnano tutti: i cittadini, che potranno avere tariffe più basse e servizi migliori; le imprese, per le quali si apriranno maggiori spazi in uno dei mercati in maggiore crescita in tutte le economie avanzate, e le stesse amministrazioni locali che saranno stimolate a gestire meglio servizi fondamentali per i cittadini e ad esercitare con più trasparenza la loro missione. E, probabilmente, si darà anche un contributo alla riduzione del carico fiscale. Gli unici a perderci, ma ce ne faremo una ragione, saranno tutti coloro che contavano sui mille consigli d’amministrazione per garantirsi una bella rendita personale.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”.  Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Se mirassimo veramente in alto, dovremmo puntare al Primo ministro, per dare un segnale di svolta davvero radicale nella politica italiana. Temo però che la questione della premiership femminile non sia ancora all’ordine del giorno. E allora siamo pragmatiche e accontentiamoci (si fa per dire) di qualcosa meno. Premesso che ho una grande stima personale e politica del ministro Padoa Schioppa e del difficile lavoro che ha svolto in quest’anno di governo, è il suo posto che dovrebbe andare ad una donna. Lo direi chiunque fosse l’uomo in questo momento alla guida del ministero dell’Economia. Sono convinta, infatti, che le politiche per le donne – che poi sono politiche per tutti – non si facciano solo nelle aree protette, ma debbano invece diventare uno dei cardini dell’intera politica economica nazionale.

Clemente Mastella
- ministro della Giustizia

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
Indubbiamente, la riforma dell’ordinamento giudiziario, che rappresenta, fra l’altro, un decisivo contributo al cambiamento di rotta nei rapporti fra la magistratura e la politica. Abbiamo condotto in porto un provvedimento che rappresenta il punto di equilibrio più alto possibile, considerati i numeri limitati della maggioranza in Senato, senza mai comprimere il dibattito parlamentare con il voto di fiducia.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
Dopo l’ordinamento giudiziario, ridurre a cinque anni il tempo dei processi è la priorità. Una giustizia lenta è sempre una giustizia negata ed è una giustizia che non tiene conto dell’unico vero interesse, quello del cittadino.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
A caldo, e dopo gli attacchi di cui sono stato oggetto, quasi quasi mi verrebbe di rispondere: Di Pietro. Ma, visto che è tempo di vacanze, il mio usciere che fortunatamente è già partito, mi suggerisce di soprassedere.

Giovanna Melandri
- ministro per le Politiche giovanili 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
“Giovani idee cambiano l’Italia” che valorizza e premia il talento delle ragazze e ragazzi italiani, è certamente l’iniziativa di cui vado più fiera. Il concorso che premia le migliori idee innovative con contributi fino a 35 mila euro, ha coinvolto circa sedicimila giovani e, appena la commissione di valutazione avrà terminato i suoi lavori, potranno finalmente realizzare i loro progetti che sono divisi in quattro aree: innovazione tecnologica, utilità sociale e impegno civile, sviluppo sostenibile e  gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani.
C’è poi la legge delega sui diritti televisivi sportivi, che segna un radicale cambiamento di rotta nel settore, riequilibrando il mercato con la contrattazione collettiva e assegnando attenzione ma soprattutto risorse al territorio e ai vivai giovanili. L’approvazione della legge con il concorso di settori dell’opposizione, è poi un’ulteriore occasione di soddisfazione.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
Il concorso giovani idee cambiano l’Italia è stato solo il primo passo di una pista che abbiamo aperto per favorire lo spirito imprenditoriale giovanile. Ora abbiamo in serbo numerosi altre iniziative da mettere in campo fin dalla prossima finanziaria anche in collaborazione con altri ministeri. Gli strumenti utilizzati saranno quelli della riduzione fiscale e della semplificazione amministrativa che permettano la nascita di nuove imprese giovanili. L’obiettivo è sempre quello di consentire ai giovani italiani di uscire dal guscio, metterli nelle condizioni di liberare il loro talento e la loro creatività, creando opportunità e non distribuendo paghette.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Nulla di personale, Arturo Parisi è un ottimo Ministro, ma vorrei vedere una donna a capo delle Forze Armate.

Giulio Santagata
- ministro per l'Attuazione del programma 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
Il disegno di legge sul contenimento dei cosiddetti “costi della politica” è stato quello che sicuramente ha caratterizzato il lavoro del ministero. Un lavoro collegiale, portato avanti con la collaborazione del ministero per gli Affari Regionali, quello dell’Economia, l’Interno e la Funzione Pubblica. Considero un grande risultato la firma di un accordo con i vari livelli istituzionali, Governo, Regioni e Autonomie Locali, affinché si riducano gli sprechi delle amministrazioni e se ne favorisca l’efficienza. La pressione mediatica sull’argomento è sempre molto alta ma la risposta dell’Esecutivo è stata equilibrata e concreta. Non ci siamo fatti guidare dall’onda emotiva di una crescente antipolitica. Il nostro obiettivo è quello di far bene alla politica e alla democrazia che ha sicuramente dei costi.
Evidentemente, col passare degli anni, molte spese sono diventate superflue. Abbiamo cercato di agire su alcuni capitoli per assicurare maggiore trasparenza e abbattere alcuni privilegi ritenuti eccessivi.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è  riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
Il mio rimpianto è proprio relativo al lavoro sul disegno di legge sui costi della politica. Può sembrare una contraddizione ma effettivamente si poteva fare di più. Diciamo che il nostro è stato un primo passo concreto, realmente attuabile ma i capitoli di spesa da andare a ritoccare sono veramente numerosi. E da molti di questi si possono tagliare risorse da destinare a obiettivi diversi, dalla riduzione delle imposte alla ricerca. Ovviamente senza mettere in discussione l’efficienza della macchina pubblica. E in questa direzione vorrei che si muovesse il ministero per l’Attuazione del programma: migliorare la trasparenza dell’amministrazione pubblica, essere più efficaci nel comunicare la nostra azione e avere un rapporto più diretto con i cittadini.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Nell’esecutivo Prodi ci sono 6 ministri donna su 25. A voler realizzare un lavoro ben fatto se ne dovrebbero sostituire altri sei, per pareggiare il numero tra uomini e donne. Se proprio dovessi sceglierne uno da sostituire non potrei che partire da me…

Livia Turco
- ministro della Salute 

Qual è la cosa migliore realizzata dal suo ministero, l’iniziativa o il disegno di legge di cui va più fiero?
L’aumento delle risorse per la sanità pubblica (+ 6, 5 miliardi). Gli accordi di programma per l’ammodernamento della rete ospedaliera e per la costruzione delle Case della Salute.
C’é un rimpianto, qualcosa che non è riuscito ancora a realizzare?  E qual è il suo prossimo obiettivo?
Non ho rimpianti. Punto invece a fare approvare dal Parlamento la legge sull’ammodernamento del SSN,  un piano gratuito per le cure odontoiatriche e una legge per la salute della donna e del bambino.
La terza domanda per ora è un gioco. Lo chiameremo “il gioco del 50 per cento”. Quale ministro tra i suoi colleghi sostituirebbe con una collega donna e perché?
Qualche negligenza maschile c’è. Prodi è in grado di scegliere chi alternare, io dico il nome del sostituto: Anna Finocchiaro.

 

 

 

 

 
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