Il tuo esserci è la nostra forza. Più siamo e più contiamo. Partecipa alle nostre discussioni, ai sondaggi e ai nostri appuntamenti.

Registrati ora!
Username:

Password:


Ti piacciono il dibattito e gli argomenti che stiamo sviluppando?

Ogni settimana li trovi nella nostra news-letter in PDF (formato A4), la puoi stampare e diffondere
clicca qui per leggere la lettera dell'on. Anselmi Home Page
Blog

5 Settembre 2007
IL PD: SENZA LE DONNE, ANCORA LA “CASTA”
Un partito che si presenta come simbolo di innovazione riformatrice dovrebbe superare la foto univoca al maschile che sino ad ora, più o meno, ha contraddistinto i suoi fondatori.
di Franca Bimbi

Come nasce il PD? Ognuno osserva da un qualche angolo di visuale. Il mio si basa su due promesse ricevute: un partito nuovo e un partito di donne e di uomini. Tenterò di misurare la “novità” sul secondo parametro. Ce ne potrebbero essere altri: tuttavia mi pare che molti indicatori e consolidate riflessioni di studiosi convengano nel segnalare come la trasformazione sociale più rilevante degli ultimi cento anni sia stata l’accesso delle donne alla sfera pubblica, la crescita della presenza delle donne nel lavoro e in tutte le professioni, l’allargamento della cittadinanza femminile in tutte le dimensioni: dei diritti sociali, civili, politici. Inoltre, “noi” occidentali consideriamo questi cambiamenti come segno distintivo del contributo ad un processo universale di inclusione della voce di ogni persona e di ogni gruppo sociale nella sfera pubblica. Dunque, un partito che si presenta come simbolo di innovazione riformatrice nel nuovo secolo dovrebbe superare quasi di un balzo la foto univoca al maschile che sino ad ora, più o meno, ha contraddistinto i suoi fondatori.
Si può ancora sperare che ....due rondini facciano primavera? Sarà possibile che dalla definizione di regole che prevedono il cinquanta per cento delle donne nell’assemblea nazionale e nelle  cariche, nonché dalla candidatura di una donna alla segreteria nazionale, discendano sia un rispetto delle regole che un moltiplicarsi delle “buone pratiche” volontarie, di apertura alle donne, da parte delle dirigenze dei partiti, dei comitati e delle associazioni della società civile impegnati nel processo di costruzione del nuovo soggetto politico? Una pressione delle donne in tal senso esiste. Occorrerebbe, certo, parlare anche di contenuti. Sono e resto convinta delle proposte generali sin qui avanzate da Veltroni. Tuttavia mancano ancora indicazioni per un Manifesto del Pd che parli alle donne: magari unitario tra i candidati alla segretaria nazionale, per invogliarci a partecipare in moltissime, da qui sino al 14 ottobre ed anche oltre.
Vorrei indicare alcuni punti cruciali : un “pacchetto” in base ad una mia personalissima interpretazione del “cuore” delle culture delle donne.
Lavoro, impresa e famiglia
:  riconoscere e premiare il merito delle donne, battere la  precarizzazione crescente che impedisce la formazione di nuove famiglie, parificare l’età pensionabile a fronte di riconoscimenti e “sconti” certi per il lavoro di cura, la maternità e la paternità, con misure per sostenere l’autonomia dei giovani fuori dalla famiglia.
Formazione, università e ricerca: valutazione delle/degli insegnanti e dei ricercatori a tutti i livelli, in tutte le istituzioni formative che producono titoli riconosciuti dallo stato o dalle regioni, proponendosi anche di superare i processi impliciti ed espliciti di discriminazione delle donne nelle carriere.
Politiche scolastiche e sociali
ripensate a partire dalle relazioni e dall’ascolto di chi non ha voce (soprattutto ragazze e ragazzi, anche stranieri), prima che dalle emergenze.
Trasparenza nella tassazione con valutazione dell’apporto economico del lavoro di cura prodotto nella e per la famiglia.
Federalismo
fiscale per rilanciare le politiche delle città ed il funzionamento della Pubblica amministrazione: con risorse certe ed impegnate anche attraverso gender auditing.
Politiche per la sicurezza
intese come strategie per migliorare la convivenza, governando i conflitti attraverso la partecipazione delle donne, comprese le straniere e le più escluse, mettendo al centro dell’attenzione la violenza sulle persone e nella famiglia.
Valutazione delle normative europee
applicate dall’Italia alla luce degli esiti rispetto alle diseguaglianze di genere ed alla formazione equilibrata di una società multiculturale.
Valutazione dell’impatto sulle donne delle politiche di pace e di cooperazione allo sviluppo promosse dall’Italia e dall’Europa.
Riapertura di una riflessione per promuovere la pari dignità di tutte le fedi, religiose e non religiose, per ripensare il rapporto tra istituzioni religiose e democrazia anche attraverso l’ascolto della parola femminile.
Un canovaccio simile a questo dovrebbe essere  aperto oggi come tavolo di lavoro per continuare dopo il 14 ottobre, quando inizierà davvero la costruzione del PD. Tuttavia la proposta ha senso se la voce delle donne è presente sin dall’inizio ed è considerata  sempre necessaria ed altrettanto autorevole di quella degli uomini. A questo livello anche la quantità contribuisce a fare la qualità: altrimenti il partito nuovo non sarebbe altro che un…nuovo partito, ovvero una sigla in più di una formula oramai in crisi. Qualche ragione per preoccuparsi c’è: quante donne diventeranno coordinatrici regonali, quante presenze vedremo negli organi esecutivi nazionali, regionali e provinciali?
Per ora i conti non tornano, a guardare anche solo il genere di chi presiede qualsiasi inziativa, che non sia delle e per le donne.  Alcuni esempi.  “Idee per il cambiamento”, l’incontro nazionale del 10-11 settembre promosso dal Gruppo della Camera vede Programma con sei interventi femminili su trenta relatori. Si tratta di un calcolo generoso, condotto scientificamente dopo aver defalcato dalla lista gli interventi obbligati, del presidente e vicepresidente del Gruppo, di segretari, presidenti di Commissione e ministri: tra questi l’unica donna prevista è per ora Marina Sereni. In Veneto sta spuntando un’autocandidatura a segretario regionale della senatrice Rubinato, che sembra negoziare il suo ritiro in nome di un tiket che preveda per seconda una donna ds: ma c’è un mandato anche delle donne in tal senso?
A Padova la prima iniziativa pubblica del Comitato Promotore per il PD promette un partito “costruito assieme, nuovo, solido nei valori, chiaro negli obiettivi, unito nella partecipazione”: la serata è introdotta da tre relatori della società civile, esperti autorevoli, non troppo giovani, rigorosamente maschi.
Posso prevedere tutte le scontate risposte alle mie critiche. Il problema è anche delle donne, il Tavolo dobbiamo lanciarlo noi: l’abbiamo anche fatto con l’iniziativa trasversale de “Le Democratiche”.
Tuttavia soprattutto chi ha egemonia nella parola e nelle decisioni, potere sulle risorse e sulle regole, deve anche decidere che tipo di democrazia vuole, anche a costo di limitare le proprie prerogative. Altrimenti la “casta” continuerà a perpeturarsi, permettendo ogni tanto l’emersione faticosa di qualche donna eccellente, giovane o meno giovane.

 

Franca Bimbi

COMMENTI
  Xorauguynabyqhi
lasciato il 20/5/2013 da Fiat Duna SC
  JTQQHsWjnWGbXt
lasciato il 25/6/2010 da QDemMdwbGCYbgsJ
  JTQQHsWjnWGbXt
lasciato il 25/6/2010 da QDemMdwbGCYbgsJ
  ho detto basta
lasciato il 16/9/2007 da lavinia
  siete noiosamente paleolitiche
lasciato il 13/9/2007 da elena
  Nessuna donna in candidature Regionali
lasciato il 11/9/2007 da Marco
  BASTA CON LE PAROLE AL VENTO
lasciato il 11/9/2007 da Marco
Invia un commento sul post: "IL PD: SENZA LE DONNE, ANCORA LA “CASTA”"
(i campi sono tutti obbligatori)





19 Giugno 2008
da Asca
tutti coloro che hanno usato violenza alle donne ed ai minori potranno beneficiare delle norme cosiddette salvapremier
9 Giugno 2008
da Agi
No al divieto delle intercettazioni, sì alla tutela dei cittadini da eventuali abusi
9 Giugno 2008
da Ansa
Regolamentare i flussi, in rapporto al mercato del lavoro, ma attivare anche politiche di integrazione
I promotori, il Comitato Costituente, notizie e documenti sul Partito Democratico
1 Aprile 2008
Parte oggi il pulmino delle candidate del Pd
11 Marzo 2008
Roma, giovedì 20 marzo 2008, ore 14, Sala delle Colonne Palazzo Marini.
Questi sono documenti importanti che abbiamo selezionato per te. Possono esserci utili.