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Rubriche - Hanno scritto

19 Settembre 2007
Rosi? Sì!
Dialogo tra un venditore di perle e un elettore dell'Ulivo
di Anna Vinci
VENDITORE: Come mai oggi è solo, professore?

ELETTORE:  E tu sei arrivato tardi.

VENDITORE: Dovevo comprare delle perle.

ELETTORE:  Ti volevo sempre chiedere: chi te lo fa fare di andare in giro con queste perline…

VENDITORE: …Perle, sono perle di lago, e sono belle.

ELETTORE:  Va bene, sono belle.  Tu, però, perdi tempo. Studi, laurea, bei voti. Me lo ha detto mia moglie chi sei.

VENDITORE: E con 110 dieci e lode in storia contemporanea, ho trovato in un anno solo lavori come cameriere. Per carità, con tutto rispetto per i camerieri. E mio padre che continuava a spronarmi: non credere che si vada avanti solo con le raccomandazioni, i cognomi che contano. Le persone per bene, prima o poi ce la fanno. Provati. Non fare di tutta un’erba un fascio. Lui ci crede ancora, nella giustizia, nella condivisione, nel merito. Le ci crede nel merito rispettato?

ELETTORE: Io? Non so più niente e ho un dolore terribile alla schiena. Mia moglie ha la mia stessa età e una tale energia. Dove la trova? Sai dove è oggi? Siediti, mi irriti in piedi con queste perline.

VENDITORE:  Perché le  danno tanto fastidio le perline? Va bene,  mi siedo. Dove è andata sua moglie?

ELETTORE: Andata insieme alla figlie, è ancora capace di coinvolgerle. Io? Se propongo qualcosa, figurati.

VENDITORE: Cosa propone?

ELETTORE: In questo momento vedo tutto nero.

VENDITORE: È il dolore alla schiena.

ELETTORE: Non solo, non solo. Mi sento vecchio, deluso, una vita che seguo Prodi, mi piace ancora, però… Mia moglie, da quando Rosi è scesa in lizza, è tutta ringalluzzita. Lei e le due figlie.

VENDITORE: E a lei non piace?  Perché è donna?

ELETTORE: Sono stato un femminista negli anni Settanta.

VENDITORE: Lo erano tutti.

ELETTORE: Sì, forse. Sai, non ce la vedo, se dovesse vincere, a competere contro quello della Casa. Non voglio neanche nominarlo.

VENDITORE: Non è l’unico, ne conosco altri come lei, dalle parti dell’Ulivo. Perché, poi? Scaramanzia? . 

ELETTORE: Bisogna superare gli steccati, andare alla pacificazione.

VENDITORE: La pacificazione?

ELETTORE: Certo, basta. Il paese ha bisogno di concordia. Ecco, la Rosi, la Rosi è troppo aggressiva. Non è il suo momento.

VENDITORE: Sa, cosa dice mia zia Leta…

ELETTORE: … Quelle poche volte che abbiamo scambiato due parole, sempre la zia hai citato.

VENDITORE: Infatti: pochissime occasioni, parlavo con sua moglie e le sue figlie. Lei a leggere…

ELETTORE: … Un testo basilare sul potere. Perché, non dovrei leggere?

VENDITORE: L’ho forse criticato?

ELETTORE: In giro c’è troppa denigrazione, troppo….

VENDITORE: … Qualunquismo!

ELETTORE: Tu scherzaci, è pericoloso.

VENDITORE: L’unica cosa pericolosa di questi tempi?

ELETTORE: Ho detto questo? Mi irriti. Parla di questa zia.

VENDITORE: Zia Leta ha ottanta anni e più energia di noi due. Sa, quando si è una sarta come lei,  si sa distinguere la qualità delle stoffe, apprezzare il contrasto dei colori, la perfezione del taglio, si cerca l’armonia, anche nella vita.

ELETTORE: Armonia! L’abbiamo cercata, nei nostri venti anni, e guarda te, io vengo in spiaggia quando si spopola: la cultura di massa, la felicità delle masse.                   

VENDITORE: Lei è stanco, logorato.

ELETTORE: E allora, Rosi che è una mia coetanea, mia moglie? Non sono logorate?

VENDITORE: Le donne, dice la zietta, non le cooptate, che gli uomini adorano, se poi sono belle, ancora meglio. Insomma, quelle come Rosi che hanno scalato le vette del potere in solitaria, restano giovani.

ELETTORE: Una sociologa, la zia Leta?

VENDITORE:  Pregiudizi da professore. È una sarta, lo sa.  Si guardi intorno, osservi i politici, li vede? Sono grigi, stanchi, non si distinguono più gli uni dagli altri. Tutti con gli stessi abiti, frequentano gli stessi salotti, usano le stesse frasi, e intanto quello – non lo nomino, così è più tranquillo - ti getta in campo La rossa, con spregio totale delle donne e delle istituzioni. Un nuovo prodotto pubblicitario. Si preoccupi del qualunquismo, giusto, ma si guardi anche bene intorno.

ELETTORE: Vendi perline, ma non hai abdicato all’erudizione.

VENDITORE: Ha categorie mentali vecchie. Insisto, non vedete, e non lo guardate più l’innominato, per non guardare in faccia i vostri fallimenti. Non sarà mica nato dal nulla?

ELETTORE: Puoi avere anche ragione, in parte. Ma il problema è l’energia, tutto qui. Energia! Malinconia degli anni che passano e il mondo ci sfugge. La vita sfugge. Ma tua zia vota Rosi?

VENDITORE: Mia zia ha fatto un gruppo di sarte, tutte per Rosi.

ELETTORE: Sarà, però, non so, non mi convince.

VENDITORE: Ha paura delle donne che hanno capito che il potere si prende, non si chiede: grazie per i posti che vorrete darci. Si vede quanti gliene hanno dati. Teme le donne con la vostra stessa ambizione? Con la vostra stessa tenacia? Capaci di mettersi in gioco in prima persona?

ELETTORE: Ma no! Non essere scontato. Mi chiedo: che la voto a fare, è destinata a perdere.

VENDITORE: Con più ragione, vuole una acclamazione? Non è stato un ragazzo degli anni Settanta? Mio padre ha impiegato una giornata, quando ancora vivevo a casa, per spiegarmi la dialettica sull’ entrismo: stare ai margini dell’Istituzioni o entrarci dentro? Era allora il vostro dilemma. E mentre i migliori di voi dibattevano, gli altri entravano con la gamba tesa. E stanno ancora lì. Alcuni stanno un po’ dentro e un po’ fuori.

ELETTORE: Come se non ci fossero giovani stupidi. O donne che non valgono.

VENDITORE: Certo, eccome. Ma donne e giovani hanno dalla loro schemi mentali più adatti a cogliere il cambiamento, i momenti di crisi. Abbiamo l’energia, quella che lei, ha detto, non ha più.

ELETTORE: …. Allora, gli studi ti sono serviti! Pensi, analizzi.

VENDITORE: Gli studi, certo e anche vendere perle, fare collane e braccialetti, infilarle con pazienza, con attenzione, senza distrarsi, e parlare con zia Leta, andare nel suo laboratorio, osservarla, mentre sceglie le stoffe, con il tocco della mano. Sentire le donne chiacchierare, mettendo insieme tutto: vestiti, lavoro, figli, amanti, dolori, debiti, madri e padri da accudire. Quando sono così, tutte insieme, è incredibile, non le distingui più. E che energia. E tutto ciò non è talento, per capire meglio la complessità della vita? Sono sentinelle sempre in guardia.

ELETTORE: Avrai pure ragione, ma, che vuoi, l’altro mi dà più fiducia, conosce i meccanismi del potere, parla anche di tramonti, però, è poetico, ha un’aria pacata, rassicurante, mi tranquillizza. Lei è sempre all’attacco.

VENDITORE: Vuoi una camomilla? Hai un pregiudizio: a parità di meriti, meglio un uomo. E sono tutti e due tosti. Rosi lo fa vedere, è stata costretta, altrimenti in questo momento starebbe insieme alle altre, a mendicare un posto. Non le fa paura, piuttosto, intravedere dietro di lui il gruppo di potenti di sempre, che brividi. Secondo me, votando Rosi, lo dice anche zia Leta, gli facciamo un favore.

ELETTORE: Guarda te: un mese che ti vedo e solo ora ti conosco, sei in gamba. Non lo credevo.

VENDITORE: Miope: facevo parte dei venditori di spiaggia, oltretutto unico italiano tra tanti stranieri. Uno che ha una laurea, che potrebbe essere suo figlio e che fa una scelta per lei incomprensibile. Dica la verità, la Rosi la inquieta, forse non le piacciono i suoi capelli bianchi, il fatto che non si adegui, conservi questa sua bella faccia da toscana di campagna. Eppure è stata una dei migliori Ministri della Sanità, tanto brava che l’hanno fatta fuori. Una delle migliori, insieme a Tina Anselmi, un’altra donna, la passione di mia zia, sono coetanee, l’Anselmi e zia Leta. Una politica di primo ordine, dice la zia, fatta fuori per la sua coerenza. Fatta fuori trasversalmente: “Ossessionata dalla P2, che fissazione, questa Tina”, la criticavano, gli uomini, con supponenza. Forse come oggi, cercavano la pacificazione. L’hanno avuta, infatti. È arrivato l’innominato.

ELETTORE: Parli, quanto parli, sembri un piccolo tribuno… Sai che, però, mi fa bene chiacchierare con te e con zia Leta.

VENDITORE: Quando torniamo in città, gliela la presento. Farà una riunione per Rosi. Ho anche i volantini.

ELETTORE: Fai propaganda?

VENDITORE: Certo! Con le sarte. Che ha contro le sarte?

ELETTORE: Niente, proprio niente. Ma un bagno ce lo facciamo? Mi sono distratto parlando con te. Si è attutito il male alla schiena.

VENDITORE: Meglio di un  massaggio.

ELETTORE: Proprio. Chi sa come mai.

VENDITORE: Quando si è spaesati, si vede meglio. Fuori del solito tracciato, la vista è migliore. Noi qui seduti, un buffo ragazzo che vende perline, un professore che ha messo di lato il suo libro. È tutta una questione di sguardi, come dice zia Leta: Vota Rosi e vedrai il mondo…

ELETTORE: … In rosa, no, ti prego. Che caduta di stile.

VENDITORE: E  se pure fosse? Siamo circondati da persone di tale stile!  Andiamo a  fare il bagno, però prima prenda un volantino, farà pubblicità.

ELETTORE: Non esagerare: uno ti dà un dito e ti prendi la mano.

VENDITORE: Bisogna esagerare, scompigliare con intelligenza      l’esistente, avere coraggio, altro che pacificazione. Ho     studiato storia, serve, come serve infilare perle, una dietro l’altra, senza salti, per capire che il passato che ognuno ha costruito aderisce come un abito.  E le parole, possono dare fiducia, certo, ma se sei stato uno che ha cercato il potere per non andare in galera, per mettere ai posti di comando i corruttori…

ELETTORE: … Così facciamo il suo gioco, basta, storia vecchia!

VENDITORE: Vecchia! Vedrà, vedrà che pacificazione quel signore ci prepara. E poi lo nomini, le farà bene. Le cose taciute sono le più pericolose.

ELETTORE:   Nominalo, nominalo! Andiamo a fare il bagno. Ma le perline? Le lasci qui? Potrebbero rubartele.

VENDITORE: È mal messo: tra un po’ avrà paura anche della sua ombra.

ELETTORE: Basta chiacchiere. Facciamo una corsa? Vedrai che ti vinco… Ma secondo te le donne dovrebbero votare in massa per Rosi? Eppure, non sarà così. Perché?

VENDITORE: Lo chiederà a zia Leta. Non so risponderle.

ELETTORE: Sembri un politico navigato: ti fa comodo e non rispondi.

VENDITORE: Altro che politico: accetto di non avere risposte. Benché, certo, una donna, a parità di meriti, di qualità della persona, di vedute politiche con altri candidati, dovrebbe essere preferita. Poi certo sul carro del presunto vincitore, tanti vorrebbero salirci. Bisogna mettere in conto anche questo, senza supponenza. Sporcarsi le mani con la realtà, mica imbrigliarla, a nostro piacimento, perché noi siamo i depositari della verità, siamo i puri. Non sarà diventato fanatico?

ELETTORE: Poco coraggioso, un po’ stanco, con una lieve sfumatura di maschilismo, malinconico a volte, qualche invidia verso l’energia delle mie coetanee. Ma fanatico, no.  Proprio no!  Dai, facciamo una corsa e vediamo chi arriva prima in acqua.

 

Anna Vinci

 

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