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Rubriche - Hanno scritto

9 Novembre 2007
Un nuovo Partito paritario.
Le eccezioni sono provvisorie? O c’è un rischio che i bottoni si trasferiscano altrove quando “la stanza dei bottoni” si colora di rosa?
di Rosanna Oliva
“Aspettare stanca”, associazione impegnata per la parità di genere in politica, a partire dalle elezioni politiche del 2006, sta monitorando il percorso dell’Italia che ci auguriamo porti ad una svolta verso democrazia paritaria; e per questo motivo segue con particolare attenzione anche l’iter fondativo del PD.
La fondazione del partito Democratico è infatti la grande novità, una novità destinata ad incidere,  senza alcun dubbio sull’intero panorama politico italiano.
Una grande responsabilità delle fondatrici e dei fondatori, e siamo solo all’inizio: comportamenti leali e coerenti sono indispensabili non tanto e non solo per consolidare, nell’interesse del PD, la fiducia dimostrata dai tre milioni e quattrocentomila elettori del 14 ottobre e per aggiungerne altri, ma anche, nell’interesse del Paese,  per creare un modello di partito democratico al suo interno, che incida, di riflesso,  anche sulla democraticità  delle altre forze politiche, a vantaggio dell’intero sistema democratico.
A questo scopo, ci si augura che la discontinuità e le scelte innovative importanti e coraggiose di cui finora il PD ha  dato prova siano  rispettate e rafforzate, senza eccezioni, anche nei nodi più difficili.
La presenza paritaria di genere è uno dei principali: difficile, per rispettare la presenza paritaria di donne e uomini, abbandonare vecchie regole destinate a perpetuare il potere di correnti; difficile abbandonare antichi criteri che consentono a chi proviene da strutture di potere già prima consolidate di predeterminare le scelte , a chi è più forte di decidere per tutti.
Nella miope strategia dei vecchi partiti il vero avversario era all’interno: se il nuovo partito davvero si apre, come dichiarato, al confronto con le altre forze politiche, non può non partire da una pari dignità al proprio interno, che comporta, senza eccezioni, il democratico coinvolgimento nei poteri decisionali e la coerenza nei criteri assunti.
Non vogliamo entrare nella polemica sulle modalità delle nomine da parte dell’Assemblea e del Segretario Veltroni. Come Associazione che lavora per la parità di genere vogliamo mettere in risalto e esprimere apprezzamento su alcune decisioni già prese.  
Bene l’equilibrio di genere nelle Commissioni che lavoreranno per lo Statuto, il Manifesto e il Codice etico.
Bene che il Segretario Veltroni, dopo aver dichiarato alla conferenza stampa a chiusura del voto del 14 ottobre di volere la rappresentanza femminile paritaria anche a livello di vertice, abbia nominato un esecutivo nazionale al 50&50.
Però Segretario, vice e tesoriere sono uomini. Uomini, e dirigenti dei vecchi partiti, quelli che sono stati finora individuati per  i successivi incarichi di vertice.
Queste eccezioni sono davvero provvisorie? O il rischio potrebbe essere che si trasferiscono altrove i bottoni quando la stanza dei bottoni si colora di rosa?
Prima ancora che nello Statuto, nel Manifesto e nel Codice etico, non sarebbe essenziale che si ribadisca il criterio della composizione paritaria del PD? e che si prevedano norme di garanzia  anche ai vertici, mentre si sta procedendo alla costituzione degli organi provinciali (provvisori) del nuovo partito?.
Saranno rispettati i criteri finora adottati a livello nazionale?
Molto dipenderà da come saranno attuati nel territorio i punti 5 e 6 del tanto criticato dispositivo approvato a maggioranza dall'assemblea nazionale costituente.
Per superare i possibili limiti di un’autoregolamentazione, non necessariamente  illuminata e generalizzata, soltanto delle precise norme di garanzia, approvate da ciascuna Assemblea regionale, potrebbero assicurare la presenza paritaria anche ai vertici. Non trascurabile quanto faranno, o stanno già facendo, il Segretario nazionale e i Segretari regionali, nell’ambito della  delega loro conferita dall’Assemblea costituente nazionale di garantire la gestione provvisoria della fase costituente.

Ecco le norme di garanzia che come Associazione vogliamo suggerire:
“1. Il Segretario regionale sarà affiancato da un vice di sesso diverso, eletto nel seno dell’assemblea regionale.
2. Analogamente, nell’ambito provinciale e in quelli equivalenti costituiti per particolari situazioni territoriali o per le aree metropolitane sarà eletta/o un/una Vice Coordinatore /Coordinatrice.
3. Nel caso di presenza di un numero di componenti del Coordinamento provinciale e equivalenti  appartenenti ad un genere in misura superiore al cinquanta per cento, il Coordinamento si allargherà a componenti del sesso sottorappresentato fino al raggiungimento della composizione paritaria. I nuovi componenti saranno  individuati sulla base del criterio adottato dall’Assemblea costituente nazionale per la nomina delle Commissioni, preferibilmente tra i componenti del Comitato dei garanti provinciali, i candidati e i presidenti di seggio del territorio.
4.  Il Coordinamento provinciale può allargarsi ad altre persone, con i suddetti criteri, nel rispetto della composizione paritaria dell’organismo.
5. I Segretari regionali in accordo con i Coordinatori provinciali, convocheranno le assemblee di tutti i votanti alle primarie del 14 ottobre per costituire, nel rispetto della composizione paritaria, il partito democratico nei territori.
6. Le funzioni di organo di garanzia del partito nella fase transitoria sono svolte dal comitato dei garanti delle Primarie,  coordinato dall’Ufficio di Presidenza.”
 Sui criteri delle primarie, per le future elezioni interne, ci sarà tempo di discutere.
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