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PD News

3 Gennaio 2008
Mozione statuto - circolo Pd Milano
Il Circolo per il Partito Democratico di Milano, costituito da cittadini che vedono nel protagonismo civile uno dei valori fondanti il progetto del PD, ha organizzato un dibattito pubblico sullo statuto del Pd.
di Circolo per il Partito Democratico di Milano
Ai componenti la Commissione Nazionale Statuto del PD
Alla relatrice Fernanda Contri
Al presidente Salvatore Vassallo
Al segretario Walter Veltroni
Al Segretario Regionale della Lombardia Maurizio Martina
Ai componenti la Commissione Regionale Statuto - Lombardia
Alle Democratiche ed ai Democratici

Milano 14 dicembre 2007


Il Circolo per il Partito Democratico di Milano, costituito da cittadini che vedono nel protagonismo civile uno dei valori fondanti il progetto del PD e che vi lavorano dallo scorso gennaio, ha organizzato a Milano il 13 dicembre un dibattito pubblico sullo statuto del Pd dalla cui discussione sono emersi alcuni rilievi che sottoponiamo alla Vs. attenzione.
Tutti gli intervenuti, comprendenti il coordinatore provinciale, componenti l’esecutivo regionale, costituenti nazionali e regionali e semplici democratici, hanno rilevato la scarsità delle informazioni che giunge dalle commissioni. Una più aperta circolazione delle comunicazioni sull’andamento dei lavori, sul dibattito in corso, sulle diverse e contrapposte proposte in discussione sarebbe un esplicito segnale di trasparenza e volontà di confronto. Chiediamo, pertanto, che sul sito del Partito Democratico si attivi un’area specifica, bidirezionale, dedicata all’informazione ed alla discussione sul lavoro
delle commissioni, almeno riservata ai costituenti che dovranno poi approvare lo statuto.
La nostra discussione ha evidenziato alcuni elementi di merito dei quali, a nostro avviso, le bozze che conosciamo non hanno tenuto sufficiente conto. La democrazia paritaria non può essere lasciata alla sola buona intenzione del preambolo, deve prevedere regole antidiscriminatorie per la composizione delle assemblee e degli esecutivi.
Una questione cruciale è legata all’introduzione di elementi volti all’attenuazione del professionismo politico attraverso limiti temporali di mandato, divieti di cumulo e, in primo luogo, incompatibilità fra le cariche istituzionali e gli incarichi di partito. Alle cariche non elettive va riconosciuta valenza istituzionale e quindi, almeno come impegno etico, vanno sottratte alle logiche di spartizione. La sfida dell’inedito, per quanto riguarda la forma partito, è risolta nella conservazione delle strutture e degli organi tradizionali (segretario come figura monocratica, livelli di confronto politico di tipo territoriale e piramidale), senza tentativi di emancipazione verso ambiti collegiali e deliberativi. Alla stessa ispirazione si lega la figura del tesoriere unico a cui va preferito un consiglio d’amministrazione, separato dalla dirigenza politica. Così come andrebbe previsto un livello di autonomia economico-amministrativa per federazioni e circoli/comitati.
Facciamo notare, inoltre, come l’allargamento numerico degli organismi implichi una loro perdita di efficacia, rendendo eccessiva l’autonomia decisionale del leader. Questione delicata, ma al momento inevasa, è quella dei funzionari poiché, qualunque sia la forma partito che si adotterà, è necessaria una struttura organizzativa fatta anche di funzionari, i quali è bene che rispondano al partito e non agli eletti. Il rapporto fra lo statuto nazionale e quelli regionali deve far emergere un federalismo inteso come peso culturale, modo di pensare e non (solo) come autonomia amministrativa. Va prestata molta attenzione alle norme transitorie, in relazione alla necessità di arrivare alla definizione degli organismi dirigenti locali, prima dei congressi, attraverso una discussione sulle candidature con modalità più certe e definite di quelle praticate sino a questo momento.
Infine, ma non ultimo, proprio il tema del congresso, che il nuovo statuto non prevede, ma che deve essere ripreso come momento identitario e di dibattito politico  nel partito.
In attesa di un Vs. riscontro, Vi salutiamo e Vi auguriamo buon lavoro.

Circolo per il Partito Democratico di Milano - circolopdmilano@gmail.com
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