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Rubriche - Hanno scritto

8 Gennaio 2008
Pd e conflitto d’interessi
Il conflitto di interessi e la questione morale sono i primi nodi che la classe politica e, in particolare, i dirigenti del partito democratico devono sciogliere se vogliono avviare un nuovo cammino.
di Maria Rosaria La Morgia (pubblicato sul quotidiano "Il Centro")
Il 2007  sarà ricordato come l’anno de “La Casta”  e del “V-day”: il libro di Stella–Rizzo  e il movimento di Beppe Grillo sono i sintomi di una malattia, l’antipolitica, che rischia di degenerare se non si affrontano alcuni problemi. Il conflitto di interessi e la questione morale sono i primi nodi che la classe politica e, in particolare, i  dirigenti del partito democratico devono sciogliere se vogliono avviare un nuovo cammino. Il primo, il conflitto di interessi, ha una dimensione eclatante e riguarda Berlusconi e il sistema dell’informazione (non solo radiotelevisiva) in Italia. Se ne parla quando il centrosinistra è all’opposizione, poi si fa ben poco per affrontare e risolvere una situazione che ci rende unici al mondo. Ma esistono, anche se meno appariscenti, tanti altri conflitti di interesse, apparentemente piccoli, ma reali, capaci di condizionare le scelte in settori strategici come soprattutto la sanità. Far finta di niente è il via libera per un paese assuefatto a convivere con l’illegalità. Un tema che ci riporta alla mente l’ormai desueta questione morale. Chi ne parla più? Tanti sembrano preoccupati per i venti  di antipolitica  che soffiano sempre più impetuosi, ma poi pensano di ridurli solo con qualche taglio di indennità o di Consiglio di amministrazione. Così non va! Occorrono regole, regole certe, criteri che sanciscano la netta divisione tra politica ed affari e criteri di incompatibilità e ineleggibilità. Ancora una volta penso che le parole semplici e rivoluzionarie di don Tonino Bello  siano  interpreti  della società dei diritti uguali per tutti. In politica occorre sobrietà , “non ubriacarsi di potere, non esaltarsi per un successo. Non montarsi il capo con i fumi della gloria. Guardarsi dal capogiro dei soldi e della carriera. Coltivare religiosamente l’autocoscienza del limite. Evitare la sbornia delle promesse. Mantenere l’equilibrio nel vortice delle passioni. Preservarsi dalle vertigini che può dare il potere d’acquisto della propria parola sul tavolo delle spartizioni e dei compromessi”.

Da questo dovrebbe nascere l’autentica  carta dei valori  del partito  democratico. È necessario agire senza perdere tempo. In caso contrario in tanti saremo costretti a pensare che nel Pd non c’è spazio per chi vuole un cambiamento reale, non di facciata.



Maria Rosaria La Morgia

Consigliera regionale del Pd

 

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