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22 Febbraio 2008
Le parole nuove delle donne su democrazia e laicità
La società italiana ha bisogno di ricerca e di dialogo più che di conflitto, di un dibattito sereno e fecondo più che di non sempre disinteressate battaglie campali.
di Albertina Soliani (Europa, 22.02.08)
Se le donne sono decisive per la crescita economica e il dinamismo sociale del nostro Paese, lo sono altrettanto per la sua maturità etica e civile. La loro maggiore presenza nella politica e nelle istituzioni, la novità vera di questa fase, porta necessariamente con se una nuova strategia per l’occupazione, una più moderna visione del welfare, una consapevolezza nuova di fronte alle grandi sfide etiche.

Non stupisce il dibattito politico acceso sui temi etici.  Stupisce, invece, e addolora l’approccio superficiale, perfino strumentale e violento che spesso lo accompagna. Come se non si comprendesse che un nuovo pensiero politico deve essere elaborato sotto la spinta di nuove sfide e nuovi soggetti: le donne, la coscienza, la scienza, la vita. La dignità di ogni persona. Le decisioni politiche. Il legittimo ruolo della Chiesa nel dibattito pubblico. Il pluralismo religioso, culturale, etico. Il valore della dimensione religiosa nella vita delle persone e della società.

Cresce con essi l’esigenza di uno spazio più grande della democrazia italiana e di un’etica pubblica condivisa per il futuro della società multiculturale. Una nuova condizione umana si sta delineando, tra forti domande e ancora incerte risposte, ma il cammino è segnato e aumenta la responsabilità di ciascuno e di tutti. Di fronte a queste sfide la società italiana ha bisogno più di ricerca e di dialogo che di conflitto, più di coesione che di divisione, di un dibattito sereno e fecondo più che di non sempre disinteressate battaglie campali. Ha bisogno di laicità. Una parola non scritta nella Carta Costituzionale ma presente nel suo significato in ogni suo articolo. E’ come l’aria che respira, non se ne parla perché la vive. La democrazia è laicità perché così è la società: è pluralismo, è autonomia della politica e responsabilità dello Stato, è metodo del confronto, del riconoscimento reciproco, della ricerca del bene comune, “fermentandoci a vicenda” come ci ha ricordato il cardinal Martini.
La democrazia è distinzione, non sovrapposizione: tra istituzioni e ruoli diversi, tra religioni e politica, tra posizioni culturali e strumenti politico-elettorali, tra potere della scienza e responsabilità etiche, tra diritti civili e libertà personali. E’ la convivenza civile di una società pluralistica che deve essere condivisa, è la Repubblica che deve farsi baluardo per tutti di libertà e di uguaglianza, è la dignità della persona umana il fondamento delle politiche pubbliche. La democrazia è mediazione, è costruzione paziente e graduale, è l’uso ragionevole degli strumenti e delle strategie che modificano, con il coraggio della pazienza, le condizioni che ostacolano la crescita personale e sociale.

Questo è il tempo delle grandi consapevolezze e insieme della più diffusa ignoranza, dell’affermazione dei valori etici e religiosi ma anche del loro uso politico ai fini del potere. Le donne, che conoscono il valore e il limite di molte cose, hanno un grande compito: contribuire a formare nel Paese una più matura laicità, a costruire una più matura democrazia.
Se oggi in Italia tra la debolezza della politica e la debolezza della Chiesa rischia di indebolirsi anche la laicità e con essa la democrazia, le donne, che non hanno avuto ruoli di direzione né nell’una né nell’altra, possono ora pronunciare parole nuove. Con rigore, con onestà, con misura, con il rispetto che si deve alla vita, alle donne, alle persone con diverso orientamento sessuale, ai diritti umani universali. Le donne possono elaborare un pensiero politico nuovo, esse che da sempre si sono fatte carico della vita più degli uomini e pagato sul loro corpo le violenze della società, affrontando con fiducia e con prudenza le conquiste della scienza, facendosi carico delle domande di senso delle nuove generazioni, affermando una nuova corresponsabilità di donne e uomini. Perché il vivere ed il morire siano affrontati sempre con il più grande rispetto che si deve alla dignità della persona.
Un pensiero politico nuovo che il Partito Democratico è chiamato a interpretare, specchio e guida di una società italiana matura. Con cattolici e laici insieme. Con donne e uomini insieme. Oggi più di ieri.        

Albertina Soliani

COMMENTI
  WaUkqoBuRkOBEpckeht
lasciato il 25/6/2010 da SLDtOptQyntaEJUpx
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lasciato il 29/12/2009 da uEERcoKvKeBP
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lasciato il 29/12/2009 da uEERcoKvKeBP
  Dialogo non guerra
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